ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
...resistere non invecchia!

Buon 8 marzo dall'ANPI

E-mail Stampa PDF

Nel fare i nostri migliori auguri alle nostre iscritte e a tutte le donne, pubblichiamo un messaggio dell'ANPI nazionale per l'8 marzo, perché questa giornata sia un momento di riflessione su quanto resta ancora da fare per la piena affermazione dei diritti delle donne.


MESSAGGIO DELL’ANPI NAZIONALE PER L’ 8 MARZO, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Gli uomini che hanno fatto la Resistenza sono stati la prima generazione a scoprire che la credenza secolare della fragilità femminile, della subalternità “naturale”, dell’obbedienza al maschile, altro non era che un mito coltivato nei secoli. Scoprirono che le donne erano capaci di autonomia, di coraggio, di intuito, di inventiva. Le ebbero materialmente vicine - e protagoniste - nei momenti più bui della storia di questo Paese. Mentre, infatti, gli uomini nascevano al mondo trovandolo predisposto ad accoglierli naturalmente ovunque, e soprattutto nei luoghi del comando, le donne hanno dovuto reagire e per decenni, scalando montagne, sono diventate fisiche, magistrate, ingegnere, astronaute.

Hanno compiuto passi enormi verso la parità, ma non hanno ancora vinto la loro (la nostra) battaglia, perché sono tuttora svantaggiate in molti campi, dai servizi, al lavoro, alle pensioni, all’accesso alle maggiori cariche pubbliche. C’è ancora un percorso da compiere, nella politica, nelle istituzioni, nella società, nel privato. Un percorso che ci riguarda tutti ed al quale tutti dobbiamo contribuire, se vogliamo che cambi davvero la “cultura“ del nostro Paese, ancora affetta da un eccessivo maschilismo e non priva di perduranti pregiudizi.

La grave situazione economica mondiale, le crisi che si succedono, il drammatico problema dei migranti, la violenza che percorre quasi tutti i Paesi d’Europa e del mondo, gli egoismi nazionali che si risvegliano, sono fenomeni che storicamente hanno colpito sempre e prima di tutto, i soggetti più deboli, i lavoratori, le donne, i “diversi”. A tutto questo, che oggi rappresenta uno dei maggiori problemi a livello mondiale, occorre reagire con forza e convinzione e con la partecipazione di tutti, se non si vuol consentire che si allontani ancora il raggiungimento degli obiettivi indicati da una norma fondamentale della Costituzione italiana, l’art.3.

L’ANPI, che ha seguito, condiviso e sostenuto il percorso delle donne, vede oggi con sgomento che, nel dilagare dell’ignoranza, dell’analfabetismo di ritorno, dell’individualismo più sfrenato, tornano sentimenti che arrivano alla negazione di diritti conquistati con molto coraggio e fatica, sentimenti che arrivano alla violenza sessuale e all’assassinio: quasi ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo che la ritiene sua proprietà.

L’ANPI considera indispensabile una seria riflessione e una decisa capacità di reagire alla violenza maschile quale che sia la forma in cui si esprime. Ed è urgente una risposta istituzionale, politica, culturale e sociale per difendere la parità di genere, i diritti, la dignità, la vita di tutte e di tutti. E’ il grande tema della libertà e dell’uguaglianza, cioè l’anima stessa della Costituzione. E’ una questione di civiltà.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI


Scarica il testo


Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Marzo 2017 10:41
 

No al faro Mussolini

E-mail Stampa PDF

Segnaliamo questa intervista alla presidente dell'ANPI provinciale di Bologna e coordinatrice dell'ANPI regionale Emilia-Romagna, Anna Cocchi, sulla questione dell'accensione del faro Mussolini alla Rocca delle Caminate, pubblicata nei giorni scorsi sul quotidiano La Stampa e ripresa dall'ANPI nazionale.

Il pericolo è quello di attirare nella zona ulteriori "pellegrinaggi" di stampo fascista che andrebbero ad aggiungersi alle deprecabili iniziative già diffuse a Predappio e dintorni, in occasione di date e in luoghi significativi per i fascisti.

A questo link potete scaricare l'articolo de La Stampa.

http://www.anpi.it/articoli/1700/la-coordinatrice-anpi-emilia-romagna-il-faro-che-domina-predappio-rievoca-mussolini-non-deve-essere-riacceso


Pubblichiamo anche un appello della Fondazione Lewin di Forlì sulla stessa questione.

Segreteria ANPI Provinciale Bologna


Appello della Fondazione Alfred Lewin.

Non accendiamo quel faro.
Quel faro è un monumento al duce, serviva solo ad annunciare la sua presenza in Romagna ed è indissolubilmente legato al suo nome.

Perché accenderlo? Cosa risponderemo quando ce lo chiederà il turista tedesco affezionato alle nostre coste, che viene da una terra in cui hanno eretto monumenti alle proprie colpe? E cosa diremo quando lo chiederanno i nostri ragazzi, che accompagniamo ad Auschwitz o nella via di Forlì dove fu compiuta la strage degli ebrei? Perché il faro di Mussolini è acceso? Gli diremo che si vogliono attirare turisti? Per far vedere loro "i prodotti della storia", come recita un depliant diffuso da un gruppo di ristoratori di Predappio? Gli diremo: "Sì, sì, la memoria, ma qui si tratta di economia”?

Si vuol mettere a profitto il fatto di aver dato i natali al fondatore del fascismo? Quei depliant forniscono già la mappa dei “prodotti della storia”, dalla cripta di Mussolini con le sue pareti di ex-voto di camerati, alle architetture razionaliste, alla casa natale del duce dove poter vedere mostre come quella sulla “campagna del grano”. E a quel punto, perché non fare una visita al megastore fascista in cui si possono vedere dal vivo gli squadristi che si salutano con "a noi"?
È una fiera permanente del Ventennio quella che si vuole allestire un pezzo alla volta? E allora, sì, quale migliore pubblicità di un faro che spinga la sua curiosa luce lungo tutta la riviera. E il museo sul fascismo che si sta progettando potrà evitare di diventare un padiglione di tale fiera?

No, non accendiamo quel faro.
Non profaniamo il luogo in cui Antonio Carini, uno dei massimi dirigenti della Resistenza italiana, catturato dai fascisti, fu torturato con una ferocia forse senza pari nell'Italia di quegli anni, per poi essere scaraventato da un ponte sul greto del fiume e sfigurato a colpi di pietra.
Non vendiamo l'onore di una terra che dal Risorgimento in poi si è coperta di gloria associando indissolubilmente il suo paesaggio e la sua storia al nome di Mussolini.
Non facciamo di Forlì e delle sue vallate un posto di cui vergognarsi in un'Europa che sul riconoscimento delle proprie colpe ha costruito le sue democrazie e sta cercando di costruire la sua unità.

No, non accendiamo il faro del dittatore.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Marzo 2017 10:35
 

Resistenza n. 1 anno 2017

E-mail Stampa PDF

E' online Resistenza e Nuove Resistenze di Febbraio 2017.

La rivista è l'organo dell’ANPI Provinciale di Bologna.

Se vuoi puoi scaricarne una copia in pdf qui, altrimenti sfoglialo online nella finestra qui di seguito:

istruzioni d'uso


clicca sulla rivista per visualizzarla a pieno schermo e potrai sfogliarla in due modi: utilizzando i tasti freccia della tua tastiera o cliccando sui triangoli bianchi che compaiono ai lati dello schermo quando ci si passa il mouse.

Cliccando sulle pagine in ogni caso si accede alla modalità zoom (o lente di ingrandimento) utile per ipovedenti.

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Aprile 2017 17:31
 

nasce "Noi siamo i partigiani"

E-mail Stampa PDF

noi siamo i partigianiInauguriamo una nuova sezione del sito, dedicata alle donne e agli uomini che prima hanno fatto la Resistenza e poi hanno dato vita all'ANPI e fatto un pezzo di strada con noi, continuando a difendere la democrazia e contribuendo alla vita sociale e politica del paese.

Ma per spiegare bene le ragioni e lo spirito di Noi siamo i partigiani, lasciamo la parola alla redazione di Resistenza e Nuove Resistenze, la nostra rivista, che nell'editoriale del numero di questo mese, così la descrive:

"... In questo costante confronto tra questioni dell’oggi e storia che abbiamo alle spalle, sentiamo, oggi più che mai, il dovere di ricordare i ragazzi e le ragazze che oltre settanta anni fa contribuirono a costruire la Repubblica e a darci la Costituzione. Soprattutto oggi, che anche gli ultimissimi testimoni di quella straordinaria stagione ci stanno lasciando. E’ la generazione dei nostri padri e delle nostre madri, dei nostri nonni e nonne (per alcuni, addirittura dei bisnonni).

E’ un passaggio naturale e come tale lo viviamo; ma ciò non toglie che la scomparsa dei “padri” porti con sé un senso di smarrimento.

Quando anche l’ultimo partigiano ci avrà lasciati, toccherà a noi, a chi è venuto dopo, il compito di tenere ferma la barra sui principi, senza farsi strattonare da nessuno; non sarà una impresa facile.

Per ricordarli (ma anche per conoscerli meglio) abbiamo pensato di attivare uno spazio dedicato sul sito dell’associazione intitolato “Noi siamo i partigiani”. In quelle pagine pubblicheremo articoli, ricordi, fotografie e documenti degli uomini e delle donne che hanno fatto la Resistenza e di coloro che hanno dato (e continuano a dare) un contributo all’ANPI e alla vita democratica di Bologna nel dopoguerra. Lo faremo partendo dai materiali recentemente giunti in redazione; ma è nostro obiettivo arricchire progressivamente (con l’aiuto di tutti) tale spazio recuperando biografie e ritratti passati. Vi si potranno leggere anche i testi integrali dedicati ad alcune importanti personalità che si sono congedate da noi in queste ultime settimane e che qui, brevemente, richiamiamo.

Giancarlo Grazia, che Renato Romagnoli, al Pantheon della Certosa, ha ricordato in una lunga orazione,  sottolineandone la natura di “grande combattente per le lotte civili, dirigente comunista, sindacalista delle lotte sociali e culturali, che fino all’ultimo respiro ha portato avanti tra i giovani gli ideali partigiani. (...) I democratici, gli antifascisti perdono una persona onesta, generosa, attenta alle vicende politiche del paese”. Romagnoli ne ha ricordato anche la partecipazione alla battaglia di Porta Lame, quando era nascosto tra i ruderi dell’Ospedale Maggiore assieme al distaccamento di Castel Maggiore della 7ª Brigata GAP Garibaldi di cui faceva parte con il nome di battaglia “Fritz”.

Luciano Michelini che era stato Comandante di plotone nel battaglione Ciro della 1ª Brigata Irma Bandiera, in cui aveva combattuto con il nome di battaglia “Vittorio”. La figlia Liana ci ha inviato un testo ricordandolo come “una persona estremamente modesta, generosa ed onesta: un Partigiano in guerra e, coerentemente, nella vita; (...) ormai novantacinquenne si recava ancora nella fabbrica meccanica che aveva costruito con serietà e competenza nel dopoguerra e, parallelamente, nelle scuole del quartiere Lame come testimone del valore della lotta al fascismo che segnò la sua giovinezza. Agli studenti, con cui amava conversare, raccontava la sua vita di operaio di giorno e sabotatore di notte”.

Mario Anderlini, infine, di cui Gildo Bugni ha ricordato la formazione familiare antifascista, i primi passi nel movimento nella campagna bazzanese e poi alla Ducati dove lui organizzò uno dei primi scioperi per la pace. “Quando lo conobbi, nel luglio del 1944, era provvisoriamente di base con la sua formazione a Gombola (una frazione di Polinago, nella zona di Montefiorino) dove già era stato nel precedente mese di febbraio. Tra le tante cose di cui parlammo mi confidò che non amava la montagna, preferiva combattere in pianura, comunque il suo dovere lo avrebbe fatto in qualsiasi luogo, sentiva fortemente di dover lottare in nome di quegli ideali che aveva acquisito in sé”. Anderlini è ricordato anche, in questa rivista, dal figlio Fausto con un articolo che ritrae una stagione senza dubbio conclusa della vita bolognese.
Ricordiamo, infine, che Grazia, Michelini e Anderlini erano tre presidenti onorari dell’ANPI, così come Tonino Pirini cui Ozzano ha recentemente intitolato la Sezione."

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2017 21:36
 

Il ruolo dell’ANPI dopo il referendum del 4 dicembre

E-mail Stampa PDF

Ne parliamo con la presidente Anna Cocchi

Per quel che ci riguarda il referendum è stato soprattutto l’occasione per parlare di Costituzione la cui difesa, è utile ribadirlo, è nello statuto della nostra associazione.

Così Anna Cocchi, presidente dell’ANPI Bologna, che prosegue:
Non solo difesa. Tra i compiti dell’ANPI c’è anche l’impegno deciso per la sua piena attuazione. E rispetto a questo c’è molto da fare.

È da qui che si riparte?
Dato che non ci siamo mai fermati, ripartire non è la parola giusta. Sarebbe meglio dire proseguire. Siamo sempre stati ben ancorati ai nostri principi, non abbiamo mai smesso di occuparci della trasmissione della memoria e dei valori della Resistenza travasati nella Costituzione. Certo il 2017 rappresenta un anno importante, è l’anniversario della nostra Costituzione. A questo tema dedicheremo tutte le nostre energie. Gli articoli della Carta esprimono una profondità e una originalità di pensiero tuttora insuperata; spiccano la ricchezza di contenuti, i principi di giustizia sociale e le tante potenzialità ancora inesplorate. La Costituzione va letta, studiata, capita e amata poiché siamo convinti che ci si batte per difendere solo ciò che si conosce e che si ama.

Il lavoro come sarà articolato?
Innanzitutto nelle scuole, dato che i giovani sono sempre stati i nostri interlocutori privilegiati. In genere i programmi scolastici si fermano ben prima della lotta di Liberazione. È importante quindi che, attraverso la testimonianza dei nostri partigiani, i ragazzi capiscano che niente va dato per scontato e che le loro libertà e i loro diritti sono stati ottenuti a caro prezzo. Il confronto con persone che alla loro età hanno compiuto scelte decisive, hanno rischiato la vita, si sono battute per degli ideali, può rappresentare un esempio e un antidoto ai tanti focolai di vecchi e nuovi fascismi. E poi sul territorio, nelle diverse zone e comuni, perché riteniamo che ovunque l’ANPI debba avere i propri referenti.

C’è chi contesta il fatto che l’ANPI si occupi di politica.
È evidente che siamo un soggetto politico e come tale vorremmo essere considerati. Vorremmo, inoltre, essere trattati come interlocutori da chi ha responsabilità di governo, soprattutto riguardo ai temi che più ci sono cari: la piena affermazione del valore fondamentale del lavoro, il rinnovamento della politica partendo dalla promozione di una partecipazione sempre più ampia dei cittadini, il contrasto a ogni forma di corruzione, il tutto inserito in un ampio contesto di formazione alla cittadinanza attiva.

Quale sarà il primo passo concreto?
Questi sono i mesi più importanti per il tesseramento,  si comincia da lì. In un’epoca in cui la politica è stata definita “liquida” e “fluida” la tessera ha ancora un senso? Certo, è il segno di un’appartenenza, il gesto con il quale vengono sottoscritti i valori in cui si crede. Poi non va dimenticato che si tratta del più importante contributo economico per il sostegno della nostra associazione. Ricordo ancora con emozione la mia prima tessera all’ANPI, era il 1995 (prima quindi che la modifica allo statuto prevedesse l’adesione anche per chi per motivi anagrafici non era stato partigiano). Ero stata eletta sindaco di Anzola Emilia e mi vennero a trovare in ufficio i cari compagni dell’ANPI che esordirono con: “Ad Anzola non c’è mai stato un sindaco senza tessera dell’ANPI” e fu così che tesserarono anche me!

intervista pubblicata sul numero di febbraio 2017 di Resistenza e Nuove Resistenze

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2017 15:52
 


Pagina 8 di 89
<<  Ottobre 2017  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

ANPIbologna @ YouTube

ANPI Bologna @ instagram!

Banner

Banner
Banner

vieni a trovarci su Facebook

vieni a trovarci su Facebook


noi siamo i lupi di montagna abbiamo fatto una bandiera solo per vincere o morir.
Sulle cime dei nostri monti saremo i primi e sempre pronti saremo i primi e sempre pronti a dar una prova di valor.
Ribelli, ribelli cosa importa se si muor con un grido di valore noi ribelli avanti andiam.
canto partigiano

Questo sito web usa i cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione ed altre funzioni. Per saperne di più sui nostri cookies e come eliminarli, leggi la nostra Informativa.

Accetto i cookies da questo sito.

Informazioni sulla Direttiva e-Privacy