ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

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...resistere non invecchia!

Referendum

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Grazie ai compagni e alle compagne, grazie agli amici e alle amiche dell'ANPI, alle donne e agli uomini del Comitato del NO di Bologna, che hanno condiviso con noi questi mesi di lavoro per spiegare le ragioni del NO in decine e decine di iniziative, banchetti, incontri a Bologna città e in tutto il territorio metropolitano, e che hanno contribuito a bocciare le proposte di modifica costituzionale nel metodo e nel merito.

È stato un percorso lungo, intenso, a tratti difficoltoso e faticoso, ma bello e positivo. Non solo per il risultato raggiunto - la difesa della nostra Costituzione -, ma perché è servito a rinsaldare vecchi legami, a stringere nuove collaborazioni, a incontrarci e re-incontrarci, a scoprirci e a ri-scoprirci, a conoscere più profondamente noi e la nostra Associazione.

L'ANPI non poteva fare altro che schierarsi per il NO, nel rispetto del proprio Statuto. E ora, seguendo lo Statuto, non può fare altro che continuare ad impegnarsi per la "piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli".

Ci vediamo il 5 dicembre alle 18 in piazza del Nettuno.

ANPI Provinciale Bologna





Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2016 16:39
 

Appello per il NO

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Ecco il testo dell'appello per il NO firmato congiuntamente dall'ANPI, dall'ARCI e dalla CGIL. Domenica 4 dicembre VOTIAMO NO!


APPELLO PER IL 4 DICEMBRE

Alle cittadine e ai cittadini raccomandiamo un voto consapevole e responsabile.

Non si tratta di una legge ordinaria ma della Costituzione, la nostra Carta fondamentale.

Modifiche sbagliate e destinate a non funzionare, così come lo stravolgimento del sistema ideato dai Costituenti, avrebbero effetti imprevedibili e disastrosi per l'equilibrio dei poteri, per la rappresentanza, per l'esercizio della sovranità popolare, in sostanza per la stessa democrazia, che invece va rafforzata, potenziata e difesa con la piena attuazione della Costituzione repubblicana.

Consapevolmenteresponsabilmente, votate NO

Carlo Smuraglia
Presidente nazionale ANPI
Susanna Camusso
Segretaria generale CGIL
Francesca Chiavacci
Presidente nazionale ARCI

Roma, 1 dicembre 2016

scarica l'appello


Per capire perché diciamo NO a questa riforma, guarda i video de "No al Referendum Costituzionale!" sul nuovo canale Youtube di ANPI Bologna


Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Dicembre 2016 14:49
 

Roma 25 novembre: votiamo NO per contare di più

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Il 25 novembre l'ANPI chiuderà la sua campagna referendaria per il NO a queste modifiche costituzionali con un evento nazionale. Saremo a Roma al Teatro Brancaccio, in via Merulana 244 a partire dalle ore 15.

Sul palco ci saranno:
Sandra Bonsanti, presidente emerita di Libertà e Giustizia
Susanna Camusso, segretario generale della CGIL
Francesca Chiavacci, presidente nazionale ARCI
Alessandro Pace, presidente Comitato del NO nazionale
Tancredi Marini, studente ANPI Perugia
e
Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI.

Lamberto Consani, Susanna Cantelmo, Fiamma Negri e Giusi Salis intratterranno il pubblico con performance teatrali legate alla revisione costituzionale e al referendum; la parte musicale sarà affidata a Nicola Alesini.

A condurre la giornata: Irene Barichello ANPI Padova.

L'ANPI di Bologna organizza un pullman per Roma con partenza la mattina e rientro a Bologna in serata. Per prenotare scrivete una email a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Scarica il programma

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Novembre 2016 20:58
 

L'ANPI al teatro comunale di Bologna: votiamo NO per contare di più

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L'iniziativa per il NO al referendum di ieri sera al teatro comunale di Bologna, a cui ha partecipato il presidente nazionale dell'ANPI Carlo Smuraglia, è stata un vero successo.

L'ANPI di Bologna aveva riservato solo la platea del teatro, ma avremmo potuto osare di più e chiedere anche i palchi, vista la grande risposta dei cittadini di Bologna e dell'Emilia- Romagna, iscritti all'ANPI e non: la platea era piena e c'erano persone in piedi.

Un bel segnale per il fronte del NO in vista del voto del 4 dicembre e un chiaro messaggio di stima verso l'ANPI, verso il suo presidente, che ancora prima di parlare ha ricevuto una standing ovation, e verso la campagna che l'Associazione sta portando avanti.

Grazie agli altri relatori che si sono alternati sul palco (Fabrizio Tonello, Umberto Romagnoli, Vincenzo Colla, Ivano Marescotti), a Monica Minnozzi per la conduzione, ai musicisti e cantanti che hanno allietato la serata e a tutti coloro che sono venuti a teatro per trascorrere una sera con l'ANPI.

Diamo a tutti appuntamento a Roma il pomeriggio del 25 novembre al teatro Brancaccio per chiudere la campagna referendaria.

ANPI Provinciale Bologna


Ultimo aggiornamento Martedì 15 Novembre 2016 17:17
 

Nuove Resistenze

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striscione ANPI in manifestazioneCon questo numero inizia una nuova fase per la rivista dell’ANPI provinciale. Abbiamo mantenuto la vecchia testata, ma aggiunto un sottotitolo che condensa gli obiettivi che ci proponiamo. Vogliamo infatti testimoniare sia la continuità con il passato, sia un approccio nuovo con la realtà di oggi, con i problemi che la stessa evidenzia.

I cittadini possono trovare in queste pagine uno strumento di partecipazione e confronto sui temi che interessano la nostra collettività nazionale e locale e una motivazione per contribuire alla nostra azione. Le pagine dedicate alla vita associativa offrono informazioni, analisi e indicazioni di lavoro, scambi di esperienze e comunicazioni sulla vita dell’ANPI.

Ricordare le vicende del passato non deve essere solo un esercizio di memoria, ma un modo per analizzare e comprendere i processi attraverso i quali si è determinata l’affermazione, quasi un secolo fa, dei fascismi in Europa. E capire in che modo le forze democratiche si sono attrezzate per restituirci la Libertà. Ci sono dei passaggi in quelle esperienze che possono essere di insegnamento anche oggi. Ad esempio come è stato possibile che le varie Repubbliche partigiane, anche nei pochi giorni in cui sono esistite, abbiano saputo dimostrare una capacità di governo, una maturità che sorprende se la valutiamo con attenzione. Eppure si veniva da un ventennio in cui i protagonisti di quelle esperienze erano stati tenuti lontani dalla gestione di ogni istanza centrale o decentrata dello Stato. Evidentemente assieme alla lotta armata si era attuata anche una elaborazione politica e sociale per prepararsi al dopo; cioè, si ragionava in termini di lungo periodo, di strategia politica e non solo militare. E questa è maturità. Del resto il salvataggio di quasi tutto l’apparato produttivo nel Nord, anche nel frangente dell’insurrezione generale, conferma l’esistenza di un disegno organico, di una funzione dirigente di cui gli stati maggiori della Resistenza si fecero carico e di una coerente attuazione a livello locale.lapide con cartello C'è ancora bisogno dei partigiani...

Un altro importante elemento, su cui meditare, è la capacità di elaborazione di una politica delle alleanze che ebbe l’effetto di raccogliere tutte le potenzialità, che in quel momento si potevano esprimere nel Paese, al fine di dare corpo alla Resistenza e alla guerra partigiana. Ma contiene anche un indicazione per il presente: le alleanze vanno determinate sia in funzione dell’avversario che si ha di fronte, sia delle condizioni oggettive e soggettive del momento.

Pensiamo sia necessario approfondire le vere ragioni delle crisi economica e sociale attuali, riflettere sulla globalizzazione e sui suoi effetti economici e sociali, sui nuovi proletari. Dobbiamo riflettere sui rischi insiti nella attuale situazione socio-economica; sul fenomeno del forte aumento dei ceti medi negli ultimi sessanta anni, sulla loro attuale situazione di forte difficoltà e sui pericoli che ne derivano se non si saprà dare un giusto sbocco politico ai loro problemi. E poi, ancora, sulle attuali forme della democrazia che si dimostrano insufficienti e non in grado di garantire lo sviluppo equilibrato delle società; sul diffondersi di posizioni conservatrici e reazionarie in molti Stati d’Europa in relazione alla crisi e ai flussi migratori. Sulla personalizzazione della politica quale frutto avvelenato della fine delle ideologie. Sulla frantumazione della politica. Sui partiti liquidi. Sull’accentramento dei poteri dello Stato in capo all’esecutivo. Sullo svuotamento delle istituzioni locali. Sul  referendum costituzionale.

Questi sono i temi che intendiamo sviluppare attraverso la rivista e su di essi diamo appuntamento ai lettori

La Redazione

dal numero di novembre di "Resistenza e Nuove Resistenze"

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2016 17:18
 


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Ogni uomo, ogni donna  poteva essere un partigiano, poteva non esserlo. Questa era la forza della Resistenza - Renata Viganò, "L'Agnese va a morire"

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