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Home LA COSTITUZIONE

La Costituzione - Parte I - Diritti e doveri dei cittadini (rapporti etico-sociali)

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Indice
La Costituzione
Principi Fondamentali
Parte I - Diritti e doveri dei cittadini (Rapporti civili)
Parte I - Diritti e doveri dei cittadini (rapporti etico-sociali)
Parte I - Diritti e doveri dei cittadini (rapporti economici)
Parte I - Diritti e doveri dei cittadini (rapporti politici)
Parte II - ordinamento della Repubblica (il Parlamento)
Parte II - ordinamento della Repubblica (il Presidente della Repubblica)
Parte II - ordinamento della Repubblica (il Governo)
Parte II - ordinamento della Repubblica (la Magistratura)
Parte II - ordinamento della Repubblica (le Regioni, le Province, i Comuni)
Parte II - ordinamento della Repubblica (le garanzie costituzionali
Disposizioni transitorie e finali
Tutte le pagine

TITOLO II - RAPPORTI ETICO-SOCIALI

Art. 29.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Art. 30.

E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Art. 31.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Art. 33.

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

E' prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.



 
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mi ricordo di essere caduta almeno due o tre volte il giorno della Liberazione. Era l’emozione? Fu una cosa talmente... io non so come descriverla perché fu una gioia così grande il pensare che la guerra era finita e che i tedeschi erano partiti, che i fascisti erano sconfitti, fu una cosa enorme. Tutto questo popolo di gente, io non capivo più niente, correvo dalle Due Torri a Piazza Maggiore.La gente cominciava a portare i santini, le fotografie e li attaccavano lì al muro del Palazzo del Comune. Fu una roba! E poi chi piangeva, perché la gioia fa anche piangere e poi molti non c’erano più. Diana Sabbi, Medaglia d’argento al valor militare

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