ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

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dimenticare mai

2 agosto 1980-2 agosto 2017

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Come ogni anno l'ANPI di Bologna partecipa alla commemorazione delle vittime della strage del 2 agosto 1980.
Ci ritroviamo per il corteo dietro il nostro medagliere e il nostro striscione alle 9.15 in Piazza Nettuno.


Qui il programma completo promosso dall'Associazione Familiari Vittime della Strage del 2 Agosto e dal Comitato di Solidarietà alle Vittime delle Stragi: programma

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Luglio 2017 08:24
 

74° anniversario della caduta del fascismo

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L'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti e il Comitato provinciale della Resistenza e della lotta di Liberazione di Bologna vi invitano a celebrare il 74° anniversario della caduta del fascismo.


Martedì 25 luglio 2017, ore 9.30, presso il Giardino Perseguitati antifascisti, in viale Ghandi (ingresso nord della Certosa); interventi di Lorenzo Cipriani, presidente del Quartiere Porto-Saragozza e di Massimo Meliconi, presidente ANPPIA Bologna; deposizione di una corona.

Ore 11, presso la lapide a ricordo dell'aggressione fascista al Consiglio comunale del 1920, cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, piazza Maggiore 6; interventi di Marilena Pillati, vicesindaco di Bologna e di Simona Salustri del direttivo ANPPIA Bologna; deposizione di corone alla lapide e al Sacrario dei caduti partigiani.


Scarica il volantino


Alcune immagini della commemorazione a Palazzo d'Accursio

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Ultimo aggiornamento Martedì 25 Luglio 2017 15:30
 

Pastasciutta Antifascista 2017

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Come ogni anno le sezioni ANPI del territorio di Bologna festeggiano l'anniversario della caduta del fascismo con la pastasciutta antifascista, ricordando quanto fece la famiglia Cervi a Campegine il 25 luglio 1943.




Gli appuntamenti del 2017 sono:

- Bologna 23 luglio, ore 18, presso il Centro sociale La Pace, in via del Pratello 53, con le sezioni ANPI Pratello, Porto e Saragozza

- Bologna 23 luglio, ore 20, presso il Circolo ARCI Benassi, in viale Cavina 4, con le sezioni ANPI Savena e San Vitale

- Sasso Marconi 25 luglio, dalle ore 17.30 presso il Borgo di Colle Ameno, con le sezioni ANPI di Sasso Marconi, Monzuno, Marzabotto, Casalecchio

- Medicina 25 luglio, ore 19, presso Parco delle Mondine, con la sezione ANPI di Medicina

- Bologna 25 luglio, ore 20, presso il Centro sociale Italicus, in via Sacco 16, con la sezione ANPI San Donato

- Crevalcore 25 luglio, ore 20, in piazza Malpighi, con le sezioni ANPI di Terre d'Acqua


Scaricate le locandine con i dettagli dal box calendario





Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Luglio 2017 07:02
 

Editoriale - Resistenza e Nuove Resistenze 2/2017

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bandiera ANPI tricolore con stellaIl 25 aprile è il giorno del secondo Risorgimento italiano. E’ il giorno in cui si festeggia l’abbattimento di una dittatura fascista sanguinaria, guerrafondaia e affossatrice di ogni principio di eguaglianza sociale, durata un quarto di secolo. Nell’anno 1945, all’alba del 21 aprile, gli eserciti Alleati, di cui facevano parte pure italiani accorpati in Gruppi di combattimento, entrarono in Bologna; una città già occupata dai partigiani, nella quale per loro merito tutti i servizi indispensabili e necessari alla vita della città erano funzionanti ed efficienti. Il CLN aveva già provveduto alla nomina del Prefetto, del Sindaco e dei diversi responsabili negli organi burocratici. Le genti, uscite dalle proprie abitazioni, occupavano le strade e piazza Maggiore, inneggiando e festeggiando i liberatori, pervase dalla gioia che solo la fine di un incubo può dare. Gli Alleati dettero ufficialmente merito al CLN per avere trovato la città – pur piena di macerie – nelle condizioni accennate.

Leggi tutto...
 

No al faro Mussolini

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Segnaliamo questa intervista alla presidente dell'ANPI provinciale di Bologna e coordinatrice dell'ANPI regionale Emilia-Romagna, Anna Cocchi, sulla questione dell'accensione del faro Mussolini alla Rocca delle Caminate, pubblicata nei giorni scorsi sul quotidiano La Stampa e ripresa dall'ANPI nazionale.

Il pericolo è quello di attirare nella zona ulteriori "pellegrinaggi" di stampo fascista che andrebbero ad aggiungersi alle deprecabili iniziative già diffuse a Predappio e dintorni, in occasione di date e in luoghi significativi per i fascisti.

A questo link potete scaricare l'articolo de La Stampa.

http://www.anpi.it/articoli/1700/la-coordinatrice-anpi-emilia-romagna-il-faro-che-domina-predappio-rievoca-mussolini-non-deve-essere-riacceso


Pubblichiamo anche un appello della Fondazione Lewin di Forlì sulla stessa questione.

Segreteria ANPI Provinciale Bologna


Appello della Fondazione Alfred Lewin.

Non accendiamo quel faro.
Quel faro è un monumento al duce, serviva solo ad annunciare la sua presenza in Romagna ed è indissolubilmente legato al suo nome.

Perché accenderlo? Cosa risponderemo quando ce lo chiederà il turista tedesco affezionato alle nostre coste, che viene da una terra in cui hanno eretto monumenti alle proprie colpe? E cosa diremo quando lo chiederanno i nostri ragazzi, che accompagniamo ad Auschwitz o nella via di Forlì dove fu compiuta la strage degli ebrei? Perché il faro di Mussolini è acceso? Gli diremo che si vogliono attirare turisti? Per far vedere loro "i prodotti della storia", come recita un depliant diffuso da un gruppo di ristoratori di Predappio? Gli diremo: "Sì, sì, la memoria, ma qui si tratta di economia”?

Si vuol mettere a profitto il fatto di aver dato i natali al fondatore del fascismo? Quei depliant forniscono già la mappa dei “prodotti della storia”, dalla cripta di Mussolini con le sue pareti di ex-voto di camerati, alle architetture razionaliste, alla casa natale del duce dove poter vedere mostre come quella sulla “campagna del grano”. E a quel punto, perché non fare una visita al megastore fascista in cui si possono vedere dal vivo gli squadristi che si salutano con "a noi"?
È una fiera permanente del Ventennio quella che si vuole allestire un pezzo alla volta? E allora, sì, quale migliore pubblicità di un faro che spinga la sua curiosa luce lungo tutta la riviera. E il museo sul fascismo che si sta progettando potrà evitare di diventare un padiglione di tale fiera?

No, non accendiamo quel faro.
Non profaniamo il luogo in cui Antonio Carini, uno dei massimi dirigenti della Resistenza italiana, catturato dai fascisti, fu torturato con una ferocia forse senza pari nell'Italia di quegli anni, per poi essere scaraventato da un ponte sul greto del fiume e sfigurato a colpi di pietra.
Non vendiamo l'onore di una terra che dal Risorgimento in poi si è coperta di gloria associando indissolubilmente il suo paesaggio e la sua storia al nome di Mussolini.
Non facciamo di Forlì e delle sue vallate un posto di cui vergognarsi in un'Europa che sul riconoscimento delle proprie colpe ha costruito le sue democrazie e sta cercando di costruire la sua unità.

No, non accendiamo il faro del dittatore.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Marzo 2017 10:35
 

nasce "Noi siamo i partigiani"

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noi siamo i partigianiInauguriamo una nuova sezione del sito, dedicata alle donne e agli uomini che prima hanno fatto la Resistenza e poi hanno dato vita all'ANPI e fatto un pezzo di strada con noi, continuando a difendere la democrazia e contribuendo alla vita sociale e politica del paese.

Ma per spiegare bene le ragioni e lo spirito di Noi siamo i partigiani, lasciamo la parola alla redazione di Resistenza e Nuove Resistenze, la nostra rivista, che nell'editoriale del numero di questo mese, così la descrive:

"... In questo costante confronto tra questioni dell’oggi e storia che abbiamo alle spalle, sentiamo, oggi più che mai, il dovere di ricordare i ragazzi e le ragazze che oltre settanta anni fa contribuirono a costruire la Repubblica e a darci la Costituzione. Soprattutto oggi, che anche gli ultimissimi testimoni di quella straordinaria stagione ci stanno lasciando. E’ la generazione dei nostri padri e delle nostre madri, dei nostri nonni e nonne (per alcuni, addirittura dei bisnonni).

E’ un passaggio naturale e come tale lo viviamo; ma ciò non toglie che la scomparsa dei “padri” porti con sé un senso di smarrimento.

Quando anche l’ultimo partigiano ci avrà lasciati, toccherà a noi, a chi è venuto dopo, il compito di tenere ferma la barra sui principi, senza farsi strattonare da nessuno; non sarà una impresa facile.

Per ricordarli (ma anche per conoscerli meglio) abbiamo pensato di attivare uno spazio dedicato sul sito dell’associazione intitolato “Noi siamo i partigiani”. In quelle pagine pubblicheremo articoli, ricordi, fotografie e documenti degli uomini e delle donne che hanno fatto la Resistenza e di coloro che hanno dato (e continuano a dare) un contributo all’ANPI e alla vita democratica di Bologna nel dopoguerra. Lo faremo partendo dai materiali recentemente giunti in redazione; ma è nostro obiettivo arricchire progressivamente (con l’aiuto di tutti) tale spazio recuperando biografie e ritratti passati. Vi si potranno leggere anche i testi integrali dedicati ad alcune importanti personalità che si sono congedate da noi in queste ultime settimane e che qui, brevemente, richiamiamo.

Giancarlo Grazia, che Renato Romagnoli, al Pantheon della Certosa, ha ricordato in una lunga orazione,  sottolineandone la natura di “grande combattente per le lotte civili, dirigente comunista, sindacalista delle lotte sociali e culturali, che fino all’ultimo respiro ha portato avanti tra i giovani gli ideali partigiani. (...) I democratici, gli antifascisti perdono una persona onesta, generosa, attenta alle vicende politiche del paese”. Romagnoli ne ha ricordato anche la partecipazione alla battaglia di Porta Lame, quando era nascosto tra i ruderi dell’Ospedale Maggiore assieme al distaccamento di Castel Maggiore della 7ª Brigata GAP Garibaldi di cui faceva parte con il nome di battaglia “Fritz”.

Luciano Michelini che era stato Comandante di plotone nel battaglione Ciro della 1ª Brigata Irma Bandiera, in cui aveva combattuto con il nome di battaglia “Vittorio”. La figlia Liana ci ha inviato un testo ricordandolo come “una persona estremamente modesta, generosa ed onesta: un Partigiano in guerra e, coerentemente, nella vita; (...) ormai novantacinquenne si recava ancora nella fabbrica meccanica che aveva costruito con serietà e competenza nel dopoguerra e, parallelamente, nelle scuole del quartiere Lame come testimone del valore della lotta al fascismo che segnò la sua giovinezza. Agli studenti, con cui amava conversare, raccontava la sua vita di operaio di giorno e sabotatore di notte”.

Mario Anderlini, infine, di cui Gildo Bugni ha ricordato la formazione familiare antifascista, i primi passi nel movimento nella campagna bazzanese e poi alla Ducati dove lui organizzò uno dei primi scioperi per la pace. “Quando lo conobbi, nel luglio del 1944, era provvisoriamente di base con la sua formazione a Gombola (una frazione di Polinago, nella zona di Montefiorino) dove già era stato nel precedente mese di febbraio. Tra le tante cose di cui parlammo mi confidò che non amava la montagna, preferiva combattere in pianura, comunque il suo dovere lo avrebbe fatto in qualsiasi luogo, sentiva fortemente di dover lottare in nome di quegli ideali che aveva acquisito in sé”. Anderlini è ricordato anche, in questa rivista, dal figlio Fausto con un articolo che ritrae una stagione senza dubbio conclusa della vita bolognese.
Ricordiamo, infine, che Grazia, Michelini e Anderlini erano tre presidenti onorari dell’ANPI, così come Tonino Pirini cui Ozzano ha recentemente intitolato la Sezione."

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2017 21:36
 

27 gennaio, il Giorno della Memoria

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Ricordare è giusto. Ricordare è necessario.

Il 27 gennaio ricordiamo la Shoah. Ricordiamo lo sterminio, le deportazioni, le torture, l'annientamento di un numero di vite che è persino difficile considerare col pensiero. Ebrei, omosessuali, disabili, zingari, comunisti, oppositori politici, prigionieri militari... Un'infinita umanità di vittime, bambini compresi, a cui vogliamo rendere onore con il nostro ricordo e la nostra commozione.

Un ricordo che è anche altro: necessità di capire, di tramandare, di impedire l'omissione, l'ambiguità e la negazione, che aprono la porta a nuove aberrazioni. Come dice il Presidente dell'ANPI Smuraglia

"E' importantissimo ricordare e far ricordare perché perfino i campi di sterminio sembrano dar fastidio a qualche Paese, che li sente come un peso"

L'ANPI partecipa dovunque ai momenti di celebrazione, riflessione e ricordo e invita iscritti, antifascisti, cittadini a ricordare e rendere onore: le iniziative sono tantissime in ogni comune, in ogni quartiere.

Al link che segue un elenco ancora incompleto, perché tante segnalazioni continuano ad arrivare (tornate a consultare la pagina degli appuntamenti!):

iniziative per il Giorno della Memoria 2017 a Bologna e comuni della provincia






Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2017 18:16
 


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...amate la libertà per la quale tanti sono morti. Jacopo Lombardini

("cappellano" valdese e commissario politico)

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