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L'associazionismo di Bologna e il Làbas

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L'ANPI di Bologna ha firmato con i sindacati e le associazioni CGIL, ARCI, FIOM, Legambiente, UISP, Libera, Arcigay Il Cassero, Associazione Orlando, Casa delle donne per non subire violenza, Piazza Grande e con Roberto Morgantini una lettera per sollecitare una soluzione positiva per il centro sociale Làbas.


Ecco il testo:

In queste settimane abbiamo seguito con preoccupazione le vicende che riguardano Làbas, l’esperienza sociale, politica e culturale che fino all’8 agosto trovava casa all’ex caserma Masini di via Orfeo. Negli ultimi giorni, in particolare, abbiamo colto positivamente l’incontro a Palazzo d’Accursio con una delegazione di attivisti dove si è condiviso un ragionamento che riguarda l’area della Staveco, che può essere destinata ad ospitare anche, ma non solo, un’esperienza così ricca come Làbas. Tuttavia, da realtà associative e sindacali quali rappresentiamo, siamo consapevoli che un tempo di inattività che potrebbe durare molti mesi o un anno significherebbe disperdere un patrimonio costruito in questi anni di lavoro.

Noi crediamo che sarebbe un errore non trovare nei prossimi giorni una collocazione temporanea per Làbas, ad esempio rientrando all’ex caserma Masini trovando un “accordo ponte” con Cassa Depositi e Presiti, o in un altro luogo idoneo.
Trovare una soluzione temporanea per Làbas potrebbe aiutare a riaprire il dialogo con quel pezzo di città "ferita" e che ha fortemente dimostrato in queste settimane il senso di ingiustizia vissuto con lo sgombero dell'8 agosto e con alcuni altri episodi analoghi a cui abbiamo recentemente assistito in città, con l’aggravante dal ricorso alla violenza. Un pezzo di città che, come noi, è interessata ad essere parte della discussione pubblica sulla riprogettazione della Bologna del futuro, cominciando da un ragionamento sull'utilizzo degli spazi, sul loro uso pubblico, sulla loro assegnazione e sulle modalità di accesso per garantire a tutti pari opportunità; può essere utile in questo senso la proposta del Comune che ha annunciato un monitoraggio degli immobili pubblici vuoti.

Bisogna promuovere un processo democratico e partecipato, con un forte coinvolgimento delle istituzioni locali, per lanciare un'altra idea di città, aperta e inclusiva, che immagini nuovi spazi pubblici aperti e accessibili, che dia risposte nuove e moderne alle nuove emergenze sociali a partire da casa e lavoro.
Per raggiungere questi obiettivi dichiariamo fin da oggi la nostra disponibilità ed il nostro impegno, confidando nella volontà del Sindaco e della Giunta di condividere queste proposte e questo percorso.

Carlo Balestri - UISP Emilia-Romagna

Vincenzo Branà - Arcigay Il Cassero

Stefano Brugnara - ARCI Bologna

Michele Bulgarelli - FIOM Bologna

Anna Cocchi - ANPI Bologna

Claudio Dellucca - Legambiente Bologna

Maurizio Lunghi - CGIL CdLM Bologna

Antonio Monachetti - Libera Bologna

Roberto Morgantini

Anna Pramstrahler - Casa delle donne per non subire violenza

Carlo Francesco Salmaso - Piazza Grande Onlus

Gioia Virgilio - Associazione Orlando


La lettera è stata pubblicata da La Repubblica e la trovate a questo link:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/09/05/news/laba_s_la_lettera_integrale-174625091/


Ultimo aggiornamento Martedì 05 Settembre 2017 15:47
 

L'ANPI di Bologna sul caso Labas

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L’ANPI provinciale di Bologna non è indifferente a quanto è accaduto e sta accadendo in città in merito al centro sociale Làbas. I giovani e le giovani del Làbas avevano occupato un luogo significativo per la storia della Resistenza a Bologna: quella era la sede della caserma delle Brigate nere tra il 1943 e il 1945, un luogo di tortura e di morte di partigiani e antifascisti, un luogo che i partigiani del battaglione Busi della 1ª brigata Irma Bandiera avevano restituito alla libertà e alla città di Bologna il 21 aprile 1945.

Il Làbas aveva voluto ricordare i fatti tragici della dominazione fascista e la lotta partigiana in una targa inaugurata all’interno del centro sociale, affinché la città non perdesse un pezzo della sua memoria. Aveva inoltre dato vita a progetti di carattere sociale, culturale e di integrazione, rivolte agli “ultimi” al fine di ammortizzare le diseguaglianze sociali, e che avevano ricadute positive anche sul quartiere e sulla città.

Esperienze che meritano ogni possibile sforzo alla ricerca di una soluzione condivisa.

L’ANPI di Bologna auspica dunque che venga individuata una soluzione alternativa adeguata per consentire al Làbas di proseguire nelle sue attività sociali e auspica altresì che la targa che ricorda la Resistenza apposta nei locali dell’ex caserma venga preservata in futuro e, anzi, valorizzata dall’amministrazione e dalla proprietà come parte della memoria di Bologna.

per il Comitato Provinciale dell'ANPI di Bologna

il Segretario Provinciale

Ermenegildo "Arno" Bugni

 

Addio Luciano Guerzoni

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Il Comitato provinciale di Bologna condivide con tutta l'ANPI questo momento di grande dolore per la scomparsa di Luciano Guerzoni, vicepresidente vicario nazionale.

Ricordiamo con affetto e stima profondi Luciano, dirigente di grande valore, attento e capace organizzatore, fine politico. Ricordiamo i suoi interventi puntuali in occasione dei congressi e degli altri incontri di livello nazionale, l'attenzione e la cura che ha sempre dimostrato nei confronti del Cooordinamento regionale dell'ANPI e del Comitato provinciale di Bologna, che ha avuto il privilegio di averlo come ospite gradito in conferenze di organizzazione, congressi e in momenti delicati della sua storia.

Come cittadini dell'Emilia-Romagna ricordiamo Luciano anche come apprezzato presidente della Regione dal 1987 al 1990 e come senatore della Repubblica.

Il suo sincero spirito democratico, le sue capacità di ascolto e di indirizzo, il suo tenere alti i valori dell'antifascismo e i principi della Costituzione, in cui ha sempre creduto e che ha sempre difeso, il suo amore per l'ANPI mancheranno a tutti noi.

Addio Luciano.


 

L'ANPI per l'accoglienza e la convivenza civile. Comunicato sulla situazione a Zola Predosa

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L’ANPI provinciale di Bologna si associa alle affermazioni dell’ANPI di Zola Predosa circa la necessità di accogliere i 14 profughi in arrivo sul territorio comunale di Zola e vive con forte preoccupazione tutte le manifestazioni di chiara matrice razzista ed escludente.


ANPI

Sezione Alba Maldini Zola Predosa

COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: ARRIVO PROFUGHI A ZOLA PREDOSA

L’ANPI di Zola Predosa, in merito all’arrivo di 14 migranti sul territorio comunale e alle polemiche correlate, dichiara in primo luogo che la solidarietà internazionale è un valore sancito dalla Costituzione Italiana, che una società aperta è una società forte e sana e che pertanto questi giovani, essendo inseriti in un progetto di accoglienza ben strutturato, sono i benvenuti.

L’ANPI di Zola Predosa, prende le distanze e condanna fermamente ogni dichiarazione razzista, sia che sia presentata sui “social”, sia che sia presentata durante la commissione consiliare del 2 agosto scorso. La nostra associazione trova irricevibile e indegna la comunicazione irresponsabile che incita all’odio e alla violenza e invita la cittadinanza a non raccogliere tali provocazioni che, disgraziatamente, provengono anche da consiglieri comunali e regionali che, a quanto pare, non percepiscono come il loro ruolo istituzionale li obblighi a portare avanti le loro idee senza agitare spauracchi e spaventare la popolazione con scenari apocalittici; allo stesso tempo, l’ANPI esprime preoccupazione per le tensioni che si sono manifestate in questi giorni e auspica che la progettualità espressa su questo gruppo di giovani possa essere proficua e rigorosa, nell’interesse di tutti.

L’ANPI ringrazia l’Amministrazione comunale di Zola per la pronta comunicazione in Consiglio comunale e la convocazione di una commissione in cui ha avuto possibilità di esprimersi chiunque abbia voluto: rintracciamo in questo atteggiamento la volontà di condurre una politica territoriale seria e responsabile, che esiga il rispetto delle regole da parte di tutti: ospiti e ospitanti.

Infine, consapevole che non tutti i migranti fuggono da conflitti, l’ANPI condanna la guerra come principale causa dei mali dell’umanità e auspica energiche politiche internazionali affinché si plachino i decennali focolai di guerra nel mondo.

Zola Predosa, 03/08/2017


Scarica il comunicato


Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Agosto 2017 16:05
 


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...questa meravigliosa vita, che stiamo conducendo, priva di egoismi, di interessi personali, che tende alla pace ed alla giustizia, soltanto. Giampaolo Grosso "Paolo"

(studente universitario, nato nel 1920, morto a 24 anni, partigiano e commissario politico)

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